Archivio per dicembre, 2008

Comune di Napoli
Image via Wikipedia

Di Pietro è ne più e ne meno come tutti gli altri della Casta, la metodologia è la stessa, ed il mio rammarico è quello di essermene accorto troppo tardi.


La vicenda di questi giorni è l’emblema di quello che sostengo oramai da mesi:

Napoli/ Coinvolti anche Di Pietro e suo figlio.
Si allarga l’inchiesta tangentopoli a Napoli e spuntano nuovi nomi. Tra cui la figura di Mario Mautone, ex provveditore alle Opere Pubbliche della Campania, finito agli arresti domiciliari. Dalle intercettazione spunta anche il nome del figlio del leader dell’Idv, Cristiano, consigliere provinciale a Campobasso per l’Italia dei Valori. “Trovate qualcosa a un mio amico ingegnere?”. Ma nelle telefonate c’è anche la preoccupazione del leader dell’Idv per tenerlo fuori dall’indagine: “E’ troppo esposto”.

Antonio Di Pietro

Intanto spuntano nuove telefonate dell’imprenditore Romeo con il parlamentare di Alleanza Nazionale Italo Bocchino che cerca di organizzare un pranzo con Fini.

DI PIETRO JR. Nell’informativa allegata agli atti si legge: “Di Pietro chiede alcuni interventi di cortesia quali: affidare incarichi a persone da lui segnalate anche al di fuori degli ambiti di competenza istituzionale; affidare incarichi ad architetti da lui indicati e sollecitati anche da Nello Di Nardo; interessi di Cristiano in alcuni appalti e su alcuni fornitori. “Gli ho dato l’incarico! Poi non l’ho ancora dato a lei! Lo passerò sempre a te e poi ce lo farai avere tu!”, gli dice Mautone”. Conversazione dell’8 giugno 2007.

Cristiano: «Poi un’altra cosa, non so se la puoi fare questa cosa o meno… se hai la possibilità… ».
Mautone: «Dimmi, dimmi».
Cristiano: «Io ho un amico però è ingegnere e sta a Bologna, volevo sapere se su Bologna c’era possibilità di trovargli qualcosa…».
Mautone: «Adesso vediamo, ci informiamo subito e vediamo». Poi «Mautone gli comunica di essere stato trasferito. Cade la comunicazione e Di Pietro non risponderà più alle telefonate». Il giorno dopo Aniello Formisano incontra Mautone. Formisano: «Quello ha avuto qualche input e si è messo a posto… mi ha detto, figurati nemmeno al telefono suo lo dice — il telefono di Nello — Perché secondo me lo tiene sotto pure».

LE PREOCCUPAZIONI DI ANTONIO DI PIETRO. “Mautone viene trasferito; Cristiano Di Pietro non parla più con lui al telefono; il ministro Di Pietro chiede di parlare di persona con il senatore Nello Formisano; il ministro Di Pietro fa una riunione politica per tenere fuori il figlio poiché “ritenuto troppo esposto”.

Il 10 agosto Mautone viene trasferito. E detta la linea agli amici e alla moglie: “Ricattare il figlio del ministro”. “La moglie lo invita a ricordare come lui si è messo a disposizione “con quel cretino di Di Pietro con il figlio” e si chiede come mai questo non sia servito a niente”. E poi aggiunge: “Tu non ti devi muovere da Napoli. Il potere che tieni qua non lo puoi tenere a Roma!… Buttarla sul ricatto del figlio è l’unico sistema”. E il suo amico Mauro Caiazza: “È importante tenere il ministro sotto”.

Il 18 novembre 2007 il figlio di Mautone viene denunciato per rapina per aver rubato il telefonino di un ragazzo che aveva preso a calci e pugni. Mautone: “Io sono il provveditore alle Opere pubbliche, sono amico del questore Oscar Fioriolli”.

Fioriolli: «Va bene, ci ho parlato si muovono sulla linea, insomma… con il minimo della cosa. Lite così».
Mautone: «E appunto, che c’è stata una lite e basta, senza mettere il telefonino, la rapina… perché tanto pure gli altri non vogliono. Ma sta venendo?».
Fioriolli: «Ma e… sì ha detto che sta facendo… non lo so che cazzo sta facendo, ma comunque avrebbe fatto così. Dava disposizioni».
Mautone: «Va bene Oscar, scusami».
Fioriolli: «Ma per amor di Dio… buonanotte ».

Con Gennaro Coronella di An Mautone fa trasferire la sua amante «alla segreteria politica dell’Assessore all’Ambiente alla Regione Campania». C’è Aniello Di Nardo dell’Idv, che «chiede a Mautone di sollecitare “per quel suo amico” che doveva essere chiamato e poi non è più stato chiamato e fanno riferimento a lavori di impiantistica per una galleria a Vico Equense». C’è Nello Formisano, anche lui dell’Idv, al quale Mautone si rivolge quando capisce che sta per essere sostituito, e cerca aiuto.

BOCCHINO E ROMEO. Appoggio politico cerca anche Alfredo Romeo. Decine sono le sue telefonate con Italo Bocchino. Il 24 aprile 2007 i due commentano “un incontro pubblico».

Romeo: «Ciao Italo, solo per sapere come era andata…
Bocchino: «Benissimo, la dottoressa è stata molto cortese… l’ho fatta sedere vicino al sindaco… molto carina e poi oggi ci sentiamo per parlare con calma dell’albergo. C’era Ferruccio Ferrante, Andrea Ronchi, ti mandano tutti i saluti, ti ringrazia e…».
Romeo: «Facciamolo un punto anche su lui perché poi la dottoressa mi ha detto che si avvia una stagione di interlocuzione molto positiva con l’imprenditoria…».
Bocchino: «Sì, poi adesso viene a trovarlo, fa la prima cosa con la fondazione Aznar, poi verrà Sarkozy dopo che sarà eletto, insomma ha legato bene alcune operazioni… diciamo con i rapporti esteri».
Romeo: «Va bene, abbiamo fatto una buona figura».
Bocchino: «Ottima, mancavi solo tu…».
Un mese dopo, l’8 maggio 2007, i due parlano ancora. Bocchino: «Quando posso venire a trovarti? Quando sei a Roma?».
Romeo: «La prossima settimana sto tre giorni… eh, mi ha chiamato quell’Enzo e mi vuole vedere domani».
Bocchino: «Sì, sì tienilo un po’ perché io ho organizzato una colazione con Gianfranco (Fini)».
Romeo: «È utile farla».
Bocchino: «Esatto… però quindi guardi io mi devo vedere con Fini … quindi se… fagli capire che il tuo rapporto è solo ed esclusivamente quello».
Romeo: «Perfetto, hai fatto bene a consigliarmelo».

LE TELEFONATE A BASSOLINO. A fine gennaio 2008, Romeo ha contatti con la segreteria del governatore Antonio Bassolino. Il 28 sono loro a chiamarlo, «ma non si sente la voce dell’interlocutore. Si apprende che Alfredo ha fatto preparare una planimetria e un rendering per individuare gli spazi che devono essere coperti». In un’altra telefonata parla con l’assessore Ferdinando Di Mezza e quest’ultimo lo informa di «un progetto che il governo porta avanti, però Francesco è stato preso un po’ in contropiede e ha dato incarico alla “Zillotta”, di portare avanti».

Il Clan di Di Pietro dovrà dotarsi di milioni di ipnotizzatori....

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Assenteismo a Montecitorio

Pubblicato: dicembre 2, 2008 in Uncategorized

 

Presenzialismo, assenteismo, le polemiche sull’efficienza della Pubblica Amministrazione, i fannulloni di sinistra o di destra: le opinioni sul tema ormai si moltiplicano e sono spesso divergenti.
Assenteismo a Montecitorio
Finalmente però abbiamo a disposizione delle statistiche oggettive fornite dalla Camera dei Deputati, e in quanto tali non confutabili e neanche interpretabili a proprio piacimento. Riguardano la presenza e le votazioni dei Deputati della Camera nel periodo 29 Aprile 2008 fino al 13 Novembre; periodo nel quale sono state svolte 1.562 votazioni in Aula.
 
Il metodo utilizzato prevede che ogni deputato si intende presente se ha votato o se è in missione. I dati non evidenziano in alcun modo i casi in cui le assenze siano legate a malattia o altre cause giustificate.
 
I risultati non sono molto confortanti, arriveranno presto i tornelli minacciati dal ministro  Brunetta?
 
Onore innanzitutto agli stakanov del Parlamento, cioè a Rosy Bindi e Antonio Leone, vicepresidenti della Camera, e poi a Gaetano Nastri “semplice deputato” presente per il 99,81% delle votazioni.

Presenzialismo, assenteismo, le polemiche sull’efficienza della Pubblica Amministrazione, i fannulloni di sinistra o di destra: le opinioni sul tema ormai si moltiplicano e sono spesso divergenti.
Assenteismo a Montecitorio
Ecco invece la classifica delle presenze dei Gruppi Parlamentari:
 1. Lega Nord Padania 92,36%
 2. PDL 89,61 %
 3. PD 83,60%
 4. UDC 77,20 %
 5. Misto 73,65 %
 6. IDV 73,45 %
 
Per gli assenteisti segue ora la top ten, per i quali abbiamo anche tentato anche di calcolare (con valore puramente indicativo) il costo per la collettività di ogni “voto” partendo semplicemente dalla indennità mensile di ogni deputato.
 
Ecco come viene individuata e descritta sul sito internet della Camera “L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile – che, a seguito della delibera dell’Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% – è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).”
 
Per i nove mesi e mezzo di attività possiamo quindi calcolare una indennità pari a 46.631 €.