Archivio per marzo, 2009

Reddito basso per Bruno Alicata, avvocato civilista del Pdl, che nel 2007 ha dichiarato soli 7.291 euro, piu’ un appartamento a Siracusa. Alicata segnala anche la sua presenza nel Cda di Ato rifiuti di Siracusa. Sotto i 30 mila euro poi gli imponibili di due leghisti: Armando Valli (15.879) e Giovanni Torri (26.389). Entrambi hanno una casa di proprietà: il primo a Lezzeno (Como), il secondo (che era stato sposato con una donna albanese), non indica la località del fabbricato civile.

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SENATO, VERONESI STACCA TUTTI – Tra i senatori della XVI legislatura la ‘palma’ del Paperone quanto a redditi dichiarati nel 2008 va all’oncologo Umberto Veronesi (l’oncologo che Grillo chiama “Cancronesi”, perchè dichiara innocui gli inceneritori, incluse le nanoparticelle che emettono),  il cui imponibile nel 2007 è pari a 1.635.425 euro. Il senatore del Pd dichiara inoltre 19 terreni tra Puglia, Lombardia e Toscana e 17 fabbricati nelle stesse Regioni, piu’ una Jaguar come auto. Da segnalare anche la sua presenza nel Cda della Mondadori Editore.

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Berlusconi silvio
Image via Wikipedia
Pubblicato lunedì 23 marzo 2009 in Spagna[El Paìs]Il magnate ha guadagnato 14 milioni rispetto ai 139 milioni dell’anno precedente

Nel 2007 Silvio Berlusconi, primo ministro italiano, ha dichiarato 14,5 milioni di euro al fisco italiano, quasi dieci volte in meno rispetto al 2006, anno in cui registrò un patrimonio di 139.245.570 euro. L’enorme differenza rappresenta la maggiore sorpresa delle dichiarazioni di reddito dei quasi mille parlamentari italiani, pubblicate ieri. Nel 2005, il reddito del Cavaliere era di 28 milioni. Interrogato su questa differenza Marco Ventura, portavoce del primo ministro per la stampa estera, non ha saputo spiegarne il motivo.

Nonostante ciò Berlusconi, che ha pagato un’imposta lorda di 6,2 milioni di euro, continua ad essere di gran lunga il leader politico più ricco. A seguire c’è Walter Veltroni, capo dell’opposizione e leader del Partito Democratico fino al mese scorso. Veltroni, scrittore di successo, ha dichiarato 477.788 euro, mentre il suo successore, Dario Franceschini, non arriva alla metà, 220.419.

Il leader “più povero” della Camera, con 105.633 euro, è Gianfranco Fini, della estinta Alleanza Nazionale. Tra gli altri capigruppo, il democristiano Pier Ferdinando Casini (142.130 euro), supera di poco quello della Lega Nord Umberto Bossi (134.450 euro). L’ex giudice Antonio di Pietro (Italia dei Valori), dichiara 218.000 euro.

Al Senato il più ricco è l’oncologo Umberto Veronesi, con un reddito di 1,6 milioni, 19 terreni e una Jaguar. Tra gli attuali ministri, il più benestante è quello dell’Economia Giulio Tremonti: più di 4,5 milioni di euro.

Case, automobili e barche

La dichiarazione di Berlusconi è stata accolta dalle pagine web con ironiche collette titolate “Povero Silvio” (in italiano nel testo, N.d.T.). La gran parte del suo patrimonio immobiliare si trova a Milano, cinque appartamenti e due garages. Inoltre, confessa di essere proprietario di un terreno ad Antigua (Caraibi), di una Mercedes 600, di un’Audi A6 e di tre barche.

Per quanto riguarda le partecipazioni, il Cavaliere possiede 5.174.000 azioni di Dolcedrago (che amministra i suoi grandi possedimenti, dalla villa di Arcore e Macherio a quelle in Sardegna e a Roma), 4,2 milioni di titoli della Fininvest (il gruppo mediatico-editoriale-calcistico), e quasi nove milioni di azioni delle società proprietarie di Fininvest, chiamate Holding Italiana Prima, Holding Italiana Seconda, Holding Italiana Terza e Holding Italiana Ottava.

[Articolo originale di MIGUEL MORA]

Italia dall’Estero

Omissis, quello che i Tg non dicono.

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Via libera della Cassazione per la rimozione del magistrato che ha impiegato 8 anni per depositare una sentenza sulla mafia gelese

Il “giudice lumaca” Edy Pinatto, il magistrato che ha impiegato otto anni per depositare una sentenza sulla criminalità organizzata di Gela – riguardante il processo “Grande Oriente” -, provocando la decorrenza dei termini di carcerazione cautelare, non farà più parte dell’ordine giudiziario in maniera definitiva. La Procura della Cassazione, rappresentata da Marco Pivetti, ha infatti dato il via libera alla conferma della sua “rimozione”.
Pivetti ha chiesto la conferma della decisione disciplinare emessa dal Csm lo scorso 7 luglio. Dopo essere stato giudice a Gela, Pinatto era stato trasferito a Milano. Lo scorso 30 giugno il gup di Catania lo ha condannato ad otto mesi di reclusione per omissione di atti d’ufficio, sempre in relazione ai ritardi nel deposito delle sentenze sui boss.
La decisione delle Sezioni unite civili di piazza Cavour – che si occupano tra l’altro dei processi disciplinari dei magistrati – si conoscerà entro un mese. [La Siciliaweb.it]

Cittadini giornalisti: Il ”giudice lumaca” rimosso dall’ordine giudiziario.