Archivio per novembre, 2010

Il sindaco di Roma, Alemanno

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Il presunto scandalo è riferito agli ultimi due anni, ma Alemanno ordina un’inchiesta interna sull’ultimo decennio

ROMA (27 novembre) – Assunzioni sospette all’Atac, una vera e propria parentopoli con mogli, figli, generi di potenti della politica romana e anche una ex cubista. Il sindaco Gianni Alemanno ordina un’inchiesta e l’opposizione grida allo scandalo.

«In relazione agli articoli di stampa relativi all’azienda Atac, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha dato mandato al nuovo amministratore delegato Maurizio Basile, di effettuare un’inchiesta interna per verificare la veridicità di quanto pubblicato, controllando i criteri di assunzione che sono stati utilizzati dalle precedenti amministrazioni nell’ultimo decennio. I risultati di questa verifica saranno presentati dall’amministratore delegato entro massimo 15 giorni, adottando le iniziative conseguenti. A gennaio sarà presentato il nuovo piano industriale di Atac attraverso il quale si garantirà il processo di riassetto dell’azienda di trasporto pubblico romano». Lo comunica l’Ufficio Stampa del Campidoglio.

Alemanno, insomma vuole capire cosa è successo
nell’azienda di trasporti romani da quando è sindaco ma anche cosa è successo negli ultimi dieci anni, cioè quando il capo dell’amministrazione capitolina era Walter Veltroni. Se il presunto scandalo coinvolgesse trasversalmente le due giunte, l’attuale opposizione non potrebbe alzare la voce come sta facendo ora. Per il Momento la parentopoli sarebbe una questione confinata negli ultimi due anni ma tra due settimane dovrebbe essere tutto più chiaro.

Valeriani: esposto alla Corte dei Conti. «È incredibile il declino non solo economico ma anche morale delle aziende del Gruppo Campidoglio oramai da due anni e mezzo. Dopo le note vicende in Ama adesso è la volta di Atac le cui 800 e passa assunzioni hanno fatto lievitare di circa 50 milioni di euro i costi dell’azienda. Di questa triste vicenda l’aspetto più rilevante che sembra emergere è la fitta rete di parentopoli e affiliati politici fino alla nota di colore di una cubista molto nota nei locali notturni romani. Mi auguro che al più presto Alemanno dica qualcosa. Tale situazione è così eclatante che sicuramente raccoglierà le attenzioni della Corte dei Conti ed io stesso preparerò un esposto». Lo dichiara in una nota il consigliere capitolino del Pd, Massimiliano Valeriani.

Miccoli: no all’aumento del biglietto in cambio di assunzioni di comodo. «Lo scandalo delle assunzioni di parenti e amici, e addirittura di una cubista nell’Atac di Alemanno è davvero vergognoso. Soprattutto perché l’azienda è a rischio fallimento e nei prossimi mesi il sindaco sarà costretto ad aumentare il biglietto ai romani per ripianare questo deficit. Ma il sindaco sappia che il Pd si batterà in ogni modo per evitare che i debiti dell’Atac causati da assunzioni vergognose, venga ripianato dai cittadini già tartassati dalle tasse di Alemanno e Berlusconi. Se i manager dell’Atac vogliono le cubiste se le paghino con i loro soldi». Lo afferma in una nota il coordinatore romano del Pd, Marco Miccoli.

Maruccio: insulto a tutti i romani. «Comincia ad essere chiara a tutti l’accezione che il centrodestra, e in particolare gli Alemanno boys, hanno del concetto di servizio pubblico: un luogo dove, a spese del pubblico, cioè tutti quanti noi, rendere un servizio a coniugi, parenti, figli, affini e conoscenti vari». Lo dichiara in una nota il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. «La risposta a tutti quelli che si chiedevano da dove venisse il deficit che sta portando l’Atac sull’orlo del fallimento, e in particolare a coloro che dai banchi della maggioranza comunale si sono affrettati a scaricare le colpe sulle giunte precedenti, è semplice: 854 assunzioni per chiamata diretta negli ultimi 2 anni, per un costo di 50 milioni di euro l’anno. Un insulto a tutti i romani, coloro che usufruiscono di mezzi pubblici sempre più scadenti».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=128397&sez=HOME_ROMA

Grazie alle dichiarazioni di Saviano si è svegliato Maroni e dopo 14 anni viene arrestato Antonio Iovine. Roberto Saviano nella trasmissione Vieni via con me, ha raccontato i fatti di un inchiesta in corso, con tanto di filmati. Il ministro Maroni ha annunciato querele, che poi ha ritrattato. Nel frattempo risponde con un arresto di un latitante Antonio Iovine ricercato da 14 anni. Guarda caso questo attesissimo arresto avviene nella settimana dall’attacco di Saviano ai leghisti collusi con la ndrangheta nel Nord. Sempre durante questa settimana vengono sequestrati beni per 200 milioni di euro alla ndrangheta nella Locride. Sermbrano piccoli prezzi pagati dalla criminalità organizzata italiana, per sedare il sentimento di voglia di giustizia che assale gli italiani non collusi (sempre piu rari) dopo aver visto la riunione dei capi della ndrangheta a milano nel circolo di borsellino e falcone.