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Guzzanti ha concesso la fiducia al Governo.
E’ in questi momenti che si pesa la gente. Al momento cruciale. E’ tornato il signor Mitrokin, quelllo che a tutti costi doveva portare un osso al padrone. Dopo un lungo periodo di ritiro mignottocratico, dove ha chiamato porco silviuccio da capaci, gli ha riportato l’osso del voto di fiducia.
Antonio Razzi acclamato, anche scilipoti. Molti di loro dovranno rispondere alla magistratura, anzi proprio razzi ha fatto dichiarzazioni nel peroido di indecisione da codice penale. E’ su you tube.
Di queste istituzioni non mi fido. Il voto è relativo. Gli interessi e la volontà vera del nostro popolo non è certamente quella del duce che ci tiene in ostaggio da 4 lustri per salvarsi dal carcere.
Non mollerà, è potente, è il più ricco di italia, ha accumulato fortune occulte che nemmeno immaginiamo proprio all evenienza.
C’è poco da fare sono gli ultimi minuti ma la sensazione che mi pervade è di gran pessimismo. Mi aspetto da un momento all’altro l’annuncio che non è passata la sfiducia, seguo la diretta dalla camera con apprensione, ascolto i nomi uno per uno, e penso che ognuno d quei deputati non ci deve nulla. Deve tutto al padrone del partito che lo ha candidato, e non voterà mai di coscienza.
Tutto questo va cambiato. Non è possibile che questo popolo non riesce a capire chi è Berlusconi e cosa rappresenta.

E i parcheggi? Che dire del grande business dei parcheggi? Il fiume impetuoso, «un Nilo di banconote», si dirama in un delta a più bracci. Uno finisce «a imprese della costellazione Legacoop». Un secondo a «Daniele Cucchi, figlio di un leader storico del Psdi milanese coinvolto nelle inchieste su Tangentopoli». Un terzo «alla Quadrio Curzio Spa, azienda che nei primi anni Novanta lavorava bene con gli appalti della metropolitana milanese». Il quarto, assai generoso, compreso il parcheggio da 586 box sotto la basilica di Sant’Ambrogio, alla ditta “Borio Mangiarotti”, alla cui guida stanno Edoardo e Claudio De Albertis. E chi sono? Coincidenza: il papà e il fratello dell’assessore di An Carla De Albertis. E sempre lì si torna. All’incoerenza tra le affermazioni di principio sulla grande Milano in rotta sull’Europa e la navigazione sottocosta. Il mito dell’azienda e i traffici politici, bottegari, clientelari