Archivio per la categoria ‘Uncategorized’


Non rinnego lo spirito con cui ho lavorato – si legge nella lettera – ma, dato che non hai saputo o voluto essere leale, ho deciso di non fare più parte della tua squadra”. Perché “da te, caro Antonio, ho ricevuto solo mortificazioni». «Ho sopportato la tua indifferenza ai miei sforzi di essere all’altezza, le mortificazioni e le offese più o meno esplicite sul mio conto», è un altro passaggio della lettera di Razzi, per il quale gli anni con l’ex magistrato “hanno rappresentato solo sofferenze e mia moglie ne sa qualcosa per essersi ammalata a causa delle mortificazioni procuratemi dal tuo comportamento. Caro Antonio, non sono Pietro Micca. Non sono quello che lancia la stampella contro il nemico e decide di soccombere“, aggiunge Razzi confondendo il militare sabaudo che si fece saltare in aria per impedire ai francesi di conquistare Torino nel 1706 con Enrico Toti, eroe italiano della Prima guerra mondiale. “Quello che però non accetto – è lo sfogo del parlamentare – è la convinzione che tu hai di essere al di sopra dell’uomo Razzi, sempre e comunque, dimenticando che quest’uomo ha vissuto una vita, una sola moglie, creato una famiglia, avuto dei figli e oggi ha dei nipoti”.

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LECCE (8 maggio 2010) – Continuava a percepire pensioni intestate alla madre morta nel 1999 all’età di 85 anni: il figlio, Franco Valentino Pedali, di 61 anni, originario di San Donaci, in provincia di Brindisi, residente a Lecce, ha continuato ad incassare regolarmente la pensione di 1.150 euro mensili.

NEW YORK – “La voglia del primo ministro Berlusconi di essere percepito come un importante giocatore europeo in politica estera” sta portando l’Italia a “sostenere gli sforzi russi di danneggiare la Nato”. La “corrosiva influenza” di uno stato che gli Usa considerano “in mano alla mafia” sta “minacciando la credibilità” di Berlusconi e “sta diventando irritante per le nostre relazioni”. Firmato: l’ambasciatore americano a Roma Reginald Spogli.
Sono un atto d’accusa devastante i cable spediti dall’Italia a Washington per segnalare alla Casa Bianca la deriva dell’alleato. “Purtroppo” si legge nei dispacci resi noti da WikiLeaks e pubblicati oggi dal New York Times “Berlusconi tratta la politica russa come fa con gli affari domestici: tatticamente e giorno per giorno. Il suo preponderante desiderio è di rimanere nelle grazie di Putin ed ha frequentemente dato voce a opinioni e dichiarazioni che gli sono state passate direttamente da Putin”. Ma non è soltanto la politica del singolare alleato a preoccupare Washington.

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Cosa sappiamo veramente delle medicine che prendiamo? Nulla o quasi, ma riponiamo la nostra fiducia nelle mani dei medici che ce le prescrivono, convinti che loro sappiano tutto, come se quel camice bianco fosse una sorta di garanzia inequivocabile. Ma è davvero cosi? Abbiamo indagato per Current TV sul business miliardario che gira attorno ai farmaci e sugli interessi delle case farmaceutiche che, troppo spesso, prendono il sopravvento sulla salute delle persone. Abbiamo analizzato le strategie di marketing usate dalle multinazionali del farmaco e conosciuto le pressioni che vengono esercitate sui medici affinché prescrivano determinati medicinali. Il risultato è l’inchiestaVanguard dal titolo Il Business farmaceutico: un’indagine che vuole porre soprattutto l’attenzione su quanto i nostri dottori siano veramente informati sulle qualità dei farmaci che ci consigliano di assumere e su quali sono i soggetti che sulla nostra salute speculano in nome del guadagno.
Il Disease Mongering è l’esempio per eccellenza: è un termine inglese che vuol dire «vendere malattie», ed è la pratica più estrema del marketing farmaceutico. Non è possibile infatti pubblicizzare le medicine con obbligo di prescrizione e quindi l’ultima frontiera del marketing è fare pubblicità alle malattie, a volte inventandole. Il caso più eclatante è quello dell’influenza H1N1 nel 2009, la suina: una semplice influenza che crea allarmismo e panico nel mondo intero. È una pratica molto utilizzata che abbiamo cercato di analizzare. L’altro aspetto che è emerso dall’inchiesta sono le truffe ai danni del Servizio sanitario nazionale, troppo spesso al centro di fatti di cronaca a causa di medici che, in combutta con informatori scientifici del farmaco e farmacisti, commettono il reato più diffuso: il comparaggio. Un’autentica tangente che gli informatori farmaceutici pagano ai medici per far sì che prescrivano quantità notevoli dei medicinali da loro pubblicizzati. Il Sistema sanitario nazionale è l’apparato statale che richiede più soldi in assoluto: decine di miliardi di euro all’anno e controlli non sempre efficaci creano un ambiente ideale per le truffe. Per capire come si convince un medico a prescrivere un farmaco invece che un altro (magari uguale ma di una marca diversa) siamo andati a parlare con chi si occupa proprio di marketing per conto delle case farmaceutiche: manager e informatori scientifici del farmaco hanno accettato di svelarci attraverso testimonianze anonime i trucchi del loro mestiere e le collusioni spesso illecite che si creano tra i nostri dottori e i produttori di farmaci. Ne è emerso un quadro preoccupante. Spesso infatti, neanche i medici conoscono tutti gli effetti collaterali delle medicine che prescrivono, semplicemente perché gli emissari delle case farmaceutiche omettono di rivelarli per venderne di più.
Il Business farmaceutico è un’indagine sugli interessi nascosti che portano una pillola dalla fabbrica al palmo della nostra mano. Un percorso spesso fatto di dinamiche che di scientifico hanno poco o nulla e dove la nostra salute è un obiettivo marginale. Abbiamo indagato sugli effetti che le politiche di marketing delle case farmaceutiche hanno sulla spesa pubblica e abbiamo scoperto che troppe persone riescono quotidianamente ad approfittarne. In questo intricato mondo, però, ogni tanto qualche caso di eccellenza arriva ad addolcire la pillola: è il caso del ospedale San Camillo di Roma dove, grazie a nuove tecnologie e all’utilizzo di farmaci non coperti da brevetto, si riescono a tutelare sia le casse dello Stato che la salute dei pazienti.

Marcello Brecciaroli
Federico Schiavi