Posts contrassegnato dai tag ‘berlusconi’

Guzzanti ha concesso la fiducia al Governo.
E’ in questi momenti che si pesa la gente. Al momento cruciale. E’ tornato il signor Mitrokin, quelllo che a tutti costi doveva portare un osso al padrone. Dopo un lungo periodo di ritiro mignottocratico, dove ha chiamato porco silviuccio da capaci, gli ha riportato l’osso del voto di fiducia.
Antonio Razzi acclamato, anche scilipoti. Molti di loro dovranno rispondere alla magistratura, anzi proprio razzi ha fatto dichiarzazioni nel peroido di indecisione da codice penale. E’ su you tube.
Di queste istituzioni non mi fido. Il voto è relativo. Gli interessi e la volontà vera del nostro popolo non è certamente quella del duce che ci tiene in ostaggio da 4 lustri per salvarsi dal carcere.
Non mollerà, è potente, è il più ricco di italia, ha accumulato fortune occulte che nemmeno immaginiamo proprio all evenienza.
C’è poco da fare sono gli ultimi minuti ma la sensazione che mi pervade è di gran pessimismo. Mi aspetto da un momento all’altro l’annuncio che non è passata la sfiducia, seguo la diretta dalla camera con apprensione, ascolto i nomi uno per uno, e penso che ognuno d quei deputati non ci deve nulla. Deve tutto al padrone del partito che lo ha candidato, e non voterà mai di coscienza.
Tutto questo va cambiato. Non è possibile che questo popolo non riesce a capire chi è Berlusconi e cosa rappresenta.

NEW YORK – “La voglia del primo ministro Berlusconi di essere percepito come un importante giocatore europeo in politica estera” sta portando l’Italia a “sostenere gli sforzi russi di danneggiare la Nato”. La “corrosiva influenza” di uno stato che gli Usa considerano “in mano alla mafia” sta “minacciando la credibilità” di Berlusconi e “sta diventando irritante per le nostre relazioni”. Firmato: l’ambasciatore americano a Roma Reginald Spogli.
Sono un atto d’accusa devastante i cable spediti dall’Italia a Washington per segnalare alla Casa Bianca la deriva dell’alleato. “Purtroppo” si legge nei dispacci resi noti da WikiLeaks e pubblicati oggi dal New York Times “Berlusconi tratta la politica russa come fa con gli affari domestici: tatticamente e giorno per giorno. Il suo preponderante desiderio è di rimanere nelle grazie di Putin ed ha frequentemente dato voce a opinioni e dichiarazioni che gli sono state passate direttamente da Putin”. Ma non è soltanto la politica del singolare alleato a preoccupare Washington.